Traduzione Infolettera- Luglio 2013

 

 

 

Buon giorno cari amici/amiche

 

Per fare la pace con un nemico, si deve lavorare con questo nemico, e questo nemico diventa nostro socio  »

 

Nelson Mandela « Un lungo cammino verso la libertà »

 

 

 

Quale ricco insegnamento in questa citazione di « Madiba », un’applicazione perfetta della Legge del Principio.

 

Come tutti gli avvenimenti che ci toccano e che consideriamo come “nemici” dobbiamo incontrarli senza giudizio per estrarne il Principio sorgente della nostra realizzazione della nostra creatività.

 

 

 

Con tutto il cuore

 

Jean-Philippe

 

 

 

1-Infolettera (riedizione del gennaio 2013)

 

Situarsi…

 

Non  è sempre facile trovare un senso a ciò che ci è dato da vivere, soprattutto quando siamo confrontati ad un avvenimento doloroso.

 

Numerose terapie, più o meno complesse, più o meno efficaci ed onerose, propongono di aiutarci a  vedere più chiaramente, quale scegliere, qual è la migliore?

 

Per ciò che mi riguarda, un lungo cammino di ricerca e di pratica nel campo dell’evoluzione personale mi ha condotto a svelare dei criteri fondamentali ed essenziali che mi sembrano possano essere dei punti  di appoggio coerenti ad una lettura della nostra vita, non lasciando alcuno spazio allo smarrimento di una via illusoria.

 

E’ la comprensione di uno di questi punti essenziali che spero di condividere con voi.

 

Una legge universale

 

L’origine dell’universo è l”inizio dei tempi”: il Tempo si sviluppa nello spazio e la  vita è questo incontro del Tempo e dello Spazio.

 

Così tutta la vita è costruita  su una Legge  che ordina una visione su tre piani.

 

E’ una Legge universale.

 

Questo principio triangolare è universale e si esprime in tutti i campi dal più materiale al quello più sottile: il tempo (ieri, oggi, domani) lo spazio (a destra, al centro, a sinistra) , la fisica (negativo, neutro positivo), la chimica (acido, neutro, basico) ecc.

 

Tutto ciò che risponde a questa lettura su tre piani, indissociabili.

 

Per facilitare la comprensione di questa nozione cito sovente il concetto rappresentato dalla parola padre: nel linguaggio comune la parola padre designa una persona, ciò che non è la realtà. In effetti un padre non esiste che nella presenza di una madre e di un bambino.

 

Dunque nominando uno degli elementi di una triade, sotto intendiamo automaticamente gli altri due.

 

Questi tre piano non sono né legati, né separati, appartengono ad una sola e stessa realtà.

 

Non c’è rapporto di causa ed effetto, né dipendenza lineare fra le cose, ma tutto esiste in interdipendenza, secondo la formula buddista.

 

Questa constatazione del tre – è il primo passo dell’uomo sul cammino della coscienza. E’ uno dei temi sviluppati nell’ “L’Evidenza”.

 

La coscienza non è tratta da una riflessione o da una analisi, ma da una costatazione della realtà.

 

La Vita è  «QUI »

 

Tutta la strada è la sperimentazione di situarsi in rapporto ad uno scopo da raggiungere.

 

Quando sono perso in piena campagna e incapace di ritrovare la mia auto, devo prima di tutto sapere dove sono.

 

Per questo, devo trovare un punto di riferimento, vale a dire qualche cosa che conosco già, che mi parla, che mi tocca.

 

In altri termini, qualche cosa che è in me, che ho già sperimentato.

 

In effetti, so bene che si tratti di un albero, una roccia, un ruscello, ma se non li riconosco, se questi non mi toccano, perché non ho mai fatto l’esperienza di questo albero, di questa roccia, di questo ruscello, questi non mi permetteranno di situarmi.

 

Possiamo  situarsi soltanto in rapporto a qualche cosa che conosciamo.

 

Quando su una piantina di una città cerco un indirizzo, non potrò recarmi se non ho la  parola chiave “Siete qui” che è scritta sulla piantina.

 

Non sapendo dove sono, non posso essere in Pace.

 

 

 

Situarsi per essere in Pace .

 

E’ la stessa cosa nella vita: se non siamo situati con chiarezza e precisione, non ci è possibile accedere a ciò che può lasciarci in pace.

 

Situarsi significa riconoscersi in rapporto a ciò che si conosce a ciò da cui si è toccati, con che cosa si entra in risonanza: è ciò che permette di essere in pace con se stessi.

 

Così nella nostra vita, certi avvenimenti generano dei sentimenti diversi, ma che siano piacevoli o no, tutto ciò che ci tocca è un riferimento, perché noi  siamo toccati da ciò che è all’interno di noi.

 

Sono questi riferimenti che ci orientano e ci permettono di evolvere.

 

Il più sovente, interpretiamo gli avvenimenti della nostra via in negativo o in positivo, dimenticando che esiste un terzo piano indissociabile e interdipendente e uno solo di questi tre piani ci dà l’accesso alla totalità.

 

Uno di questi tre piani è legato al Tempo, Sulla piantina della città è scritto “Siete QUI” ciò che vuol dire “Ora, siete Qui”. Qui indica il tempo, anche se noi diciamo “in questo istante, voi siete qui” in effetti lo sappiamo, non possiamo nominare il tempo senza nominare allo stesso tempo lo spazio.

 

In tutto ciò che viviamo, la prima cosa che dobbiamo fare è di porci questa domanda:

 

« Mi riconosco in questa situazione ? »

 

Ciò che significa: “E’ veramente questo che mi attira? E’ questo che voglio vivere? E’ ciò che voglio realmente?”

 

E’ primordiale, poiché ciò che ci permette di ri-situarci ad ogni istante, dunque di contattare ciò che è al fondo di noi, questa luce che brilla in permanenza e che fa in modo che non ci perdiamo mai.

 

Poiché occorre uscire dall’illusione che la luce è al di fuori di noi: tutti i nostri riferimenti esterni non fanno che rivelare la ricchezza, non ancora realizzata, di ciò che è in noi.

 

Secondo il Buddha, la causa prima della sofferenza è l’illusione che noi siamo tagliati dalla luce che ci attira: se ci attira, significa che questa è in noi, ma l’abbiamo dimenticato.

 

Situarci ad ogni istante, orientaci, riconoscendosi in permanenza, permette di entrare in contatto con la  sorgente inesauribile che è al fondo di ognuno di noi e di comprendere che non si tratta tanto di “dare un senso alla nostra vita, ma di lasciare che la vita prenda senso in noi”.

 

E’ a questo inizio nella Presenza di sé che vi invito qui.

 

Lontano da tutta la teoria, c’è solo la sperimentazione, una ricchezza infinita – che nel rinnovamento costante, ci permette di accedere in coscienza, a ciò che siamo.

 

 

 

Con tutto il mio cuore

 

Jean-Philippe Brébion

 

 

Potete condividere questo articolo diffondendolo fra i vostri conoscenti.

 

Grazie di conservarne l’integrità e la sorgente.

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