Home » IRIDOLOGIA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE » Coraggioso, l’occhio. Deputato al primo tra i sensi, la vista, è l’unico l’organo all’esterno, non protetto da membrane.

Coraggioso, l’occhio. Deputato al primo tra i sensi, la vista, è l’unico l’organo all’esterno, non protetto da membrane.

 

 

Astolfi dott.ssa Angela

Luce e materia colorata sono le due componenti, energetiche e strutturali, che, incontrandosi nella parte anteriore dell’occhio danno origine a quell’affascinante insieme che ci apprestiamo a osservare ed a studiare: l’iride, che nel suo significato più antico identifica tutte le frequenze cromatiche dell’arcobaleno, quindi l’insieme di tutti i colori fondamentali.

Lucio Birello & Daniele Lo Rito

 

Specchio dell’anima, anima del mondo, l’occhio ci contiene e nelle nostre orbite è contenuto.

 

Mappa genotipica e fenotipica, nulla tralascia, se lo si sa leggere, del nostro essere. Quello che ci costituisce e ciò che è frutto delle stimolazioni esterne, dell’ambiente.

 

Coraggioso, l’occhio. Deputato al primo tra i sensi, la vista, è l’unico l’organo all’esterno, non protetto da membrane. Il suo centro, un foro. Direttamente collegato al cervello. Registra all’istante, talvolta anche solo di sfuggita. Ma cattura per sempre.

 

Organo che realizza la nostra realtà, ben si descrive nella frase : ” la bellezza è negli occhi di chi guarda“.

 

Il cervello, la nostra centrale di controllo, dopo aver elaborato l’informazione a livello talamico, restituisce all’occhio segni che disegnano sull’iride una mappa della Vera interpretazione dello stimolo, senza veli. Come il sintomo, in biologia totale, non mente, così il segno iridologico, in iridologia, non mente. E ci mette a nudo. E ci propone di rimetterci in gioco.

 

Disciplina che ha radici antichissime, 2000 anni prima di Cristo, quella arrivata a noi risale alla fine dell’800.

Due allora ragazzini, Ignaz Von Pezcely e Nils Liljequist, uno raccogliendo un gufo con una zampina rotta e l’altro rompendosi le costole giocando al pallone, osservano, sull’iride del gufo e sulla propria, segni omolaterali alla lesione.

 

Entrambi non dimentichi di questa scoperta di bimbi, dedicano l’età adulta allo studio iridologico ed alla divulgazione di questa disciplina fondamentale per la semeiotica.

 

Quando si incontrano per la prima volta e si mostrano reciprocamente le mappe ottenute dalle loro molteplici osservazioni, le trovano coincidenti.

 

Non sembra quasi magia?

 

Infatti lo è!

 

E allora lo “specchio dell’anima” non diventa solo più citazione, ma verità comprovata.

L’Europa di menti, di studiosi rivoluzionari come  Hanemann, Bach, Schussler, Hering e molti altri, sente il desiderio, l’intenzione, la volontà di portare avanti concetti che l’Illuminismo sembrava aver cancellato per sempre.

 

Al suo primo convegno di Iridologia, Pezcely fu obbligato ad abbandonare l’aula. I medici allopatici del tempo, infatti, intervennero creando un tale scompiglio che Pezcely non potè fare altro. Ma non si arrese. Pochi anni dopo, con Liljequist, un lustro per l’iridologia moderna e personaggio religioso, era un reverendo, pubblicarono un libro in cui unirono le conoscenze iridologiche di patografia (segni iridei) e patocromia (colori che compaiono sull’iride in aggiunta a quelli propri della trama) .

Sempre nello stesso volume, sottolinearono la compenetrazione evidente tra le conoscenze iridologiche e quelle dell’omeopatia classica esprimendo un concetto fondamentale per le discipline olistiche, ovvero quelle che si occupano dell’uomo tutto: l’interdisciplinarità.

 

Oggi l’iridologia è un mezzo diagnostico di grande valore. Non esiste un’iride uguale all’altra. Non esiste un individuo uguale all’altro. Non esistono cure uguali per tutti.

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>