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Diventare iridologo

Sicuramente hai già sentito parlare di iridologia. Ti incuriosisce? (prima ottima cosa), ti intriga poter leggere una mappa? Vuoi saperne di più?

Che l’occhio sia lo specchio dell’anima è ormai cosa certa, ma poter avere la possibilità di tuffarsi in una vera e propria mappa del tesoro è un’altra storia.

Macchie, discromie, raggi, archi, lacune, cripte, difetti, segni di varia natura fanno parlare la parte colorata del nostro occhio. Ed indovinate un po’ di chi parla? Ma di noi, naturalmente!

Ed è una mappa che parte dal fisico per agganciarsi al mentale ed all’emozionale, i nostri imprescindibili tre piani.

Diventare un iridologo, però, non significa solo questo. Significa sintonizzarsi con l’iride che si ha di fronte e da essa “farsi dire” cosa c’è, nel preciso momento, che non va, cosa perturba il sistema.

Siamo delle cipolle. Mano a mano che si presentano a noi gli eventi della vita ci stratifichiamo. Protezione? Strategia? Malattia? Incomprensione? Tutte queste le ragioni ed altre ancora, ma, di fatto, stratifichiamo.

Tutti questi coperchi che mettiamo oscurano la visione del punto centrale, ma, come ogni cosa, vanno sollevati con delicatezza per accompagnarci nella guarigione.

Poter leggere un’iride significa restituire a colui che si ha di fronte il contatto con i suoi frammenti più intimi, con quelle linee di minor resistenza che ancora non sa poter diventare punti di forza.

Non impariamo a dire cose stupefacenti ed inaspettate. Nella mia esperienza non ho mai detto qualcosa che suscitasse in chi avevo di fronte lo stupore del totalmente inatteso. Anzi, le persone sanno le cose, e tutte, anche. Ma farle vedere con consapevolezza è il compito dell’iridologo. Rimettere in contatto i tre livelli. Ecco perché è una disciplina olistica, oltre che diagnostica.

Uno strumento profondo che richiede allenamento, studio, volontà e tenacia. Li richiede perché decidere di dire qualcosa a chi si ha di fronte, venuto magari in consulenza per un “banale mal di pancia” è la scelta che ci fa fare il salto. Se sono sintonizzato con l’iride e, ovviamente, ne conosco i segni e le leggi, posso dare finalmente un nuovo senso a quel sintomo o rimetterlo nell’ordine delle priorità come effetto e non causa o viceversa.

È bello fare l’iridologo. È entusiasmante il percorso per diventarlo. È avvincente stupirsi dei segni che si vedono da anni, ogni giorno. È magnifico poter dire a qualcuno dove conduce la sua mappa del tesoro.

Dott.ssa Angela Astolfi

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