Iridologia di Base

 

L’iridologia è la lettura della struttura e del colore dell’iride come fonte di informazioni relative all’organismo nella sua totalità.
Si tratta dunque di una disciplina olistica che si occupa dei quattro piani dell’uomo: mentale, emozionale, fisico e spirituale.
Per fare questo si avvale di mappe realizzate, man mano che questa scienza allargava i suoi orizzonti, da medici e studiosi che hanno dedicato la vita a questo argomento.
La mappa iridologica consente di decodificare il segno trovandone la corrispondenza.

 

 

 

 

 

 

 

La mappa di Rizzi

L’iridologia permette di delineare un quadro completo del soggetto: energia, vitalità, costituzione,
difese, predisposizioni, personalità, aspetti contingenti quali stress, turbe psichiche, patologie in
atto…
Fornendo un quadro così completo è divenuta di grande interesse per il pubblico che mai come ora
avverte la necessità di essere ascoltato, compreso e di avere quel consiglio personalizzato che
spesso manca.
Vi sono prestigiose aziende americane che, prima di assumere qualcuno o di distribuire i compiti ad
una squadra di lavoro, eseguono la lettura dell’iride, proprio perché da questa emergono le
caratteristiche salienti della persona.
Si parte dai sintomi fisici, da quella che si chiama iridologia costituzionale, poiché è il corpo che ci
deve portare avanti tutti i giorni ed è anche l’argomento con il quale risulta più semplice entrare nel
mondo olistico. Veniamo infatti da una società, da una cultura, che prima mette davanti “il corpo”, i
suoi singoli pezzi e solo dopo aspetti emotivi o conflittuali.
Così, in un percorso di iridologia si parte dalla scuola tedesca, dagli organi, dai sintomi per poi
aprirci, andando avanti e proseguendo con il percorso di specializzazione, ad altri orizzonti.
Uno stesso segno, dunque, può esser visto da più punti di vista andando a richiamare quella
completezza che è cardine delle discipline olistiche.
L’iridologia ben si sposa e si completa con altre discipline olistiche.
Durante un percorso di formazione di base si ha la possibilità, infatti, di vedere come l’iridologia
possa compenetrarsi con la floriterapia di Bach, l’omeopatia, la medicina tradizionale cinese, la
nuova medicina del dottor Hamer, la biopsicogenealogia del dottor Athias che, in fase di
specializzazione, durante il corso di iridologia integrata che segue a quello base divengono utili
strumenti di co-diagnosi da utilizzare per trattare i dati emersi dall’osservazione dell’iride.

Questo elenco di mezzi non deve spaventare con paroloni che sembrano incomprensibili, ma
piuttosto far comprendere che c’è sempre una via per arrivare alla soluzione del sintomo, alla sua
corretta interpretazione ed al suo “spegnimento”.
Siamo macchine perfette, programmate per vivere in salute 120 anni e poi, magari una sera di
inverno, addormentarci sulla nostra poltroncina preferita ed andarcene in un’altra dimensione.
Le nostre mappe mentali, però, ci conducono ad un’interpretazione degli accadimenti che depaupera
i nostri sistemi.
Ed è proprio alla mappa mentale di ognuno che vogliamo e dobbiamo arrivare attraverso la mappa
iridologica.
Certo potrete ribattere che un evento poco piacevole è poco piacevole punto e basta, ma tutto
dipende da come lo si vive.
Amo fare l’esempio del pianista di New York e del ragazzo della striscia di Gaza che mi fu proposto
quando mi trovavo sui banchi dei miei quattro anni di scuola di naturopatia dal dottor Bianchi.
Mettiamo che entrambi si rompano un’unghia.
Il pianista, che suonerà la sera e le telecamere inquadreranno le sue mani ben curate, deve affannarsi
e correre da una manicure per sistemarla. Non ha tempo, c’è il concerto. Potrebbe addirittura avere
un attacco di panico, non per l’unghia in se ma per lo stress di una cosa che si aggiunge al già fitto
programma.
Il ragazzo della striscia di Gaza, data un’occhiata in giro e ringraziato di non essersi fermato su una
mina per osservare la sua unghia danneggiata, la taglia con i denti, la sputa, e continua a fare ciò che
stava facendo.
É successa la stessa cosa! Ma per due mappe mentali diverse! Per due persone diverse, per due
iridi diverse.
L’iridologia è un momento per comprendere anche le relazioni familiari. Quante volte, infatti, si
vedono due figli degli stessi genitori comportarsi in maniera totalmente differente o avere sintomi
che mai sono stati riscontrati in famiglia o che la famiglia si porta dietro da generazioni.
Che cosa si impara a fare durante un corso di iridologia ed ancor più durante un corso di
specializzazione in iridologia integrata?
Si impara prima di tutto a lavorare su se stessi.
Le discipline olistiche ci insegnano questo ancor prima di darci una professione. Ed è solo questo
che ci farà svolgere questa professione con professionalità. Scuserete il gioco di parole, ma è così.
E poi qui stiamo proprio analizzando lo specchio dell’anima…non sono solo parole…
E poi si apprende a prestare una consultazione iridologica che è una visita indolore che viene fatta
con l’ausilio di un iridoscopio capace di scattare una foto ingrandita dell’iride che permette
all’operatore di avere l’immagine davanti a se e, quindi, di spiegare ciò che vede al paziente
facendolo partecipe di…se stesso!
L’uso dell’iridoscopio, strumento affascinante che ci proietta in un mondo inesplorato (perché
nessuno ha mai visto un iride di qualcun altro o la sua così in dettaglio ad occhio nudo!), viene
insegnato fin dai primi momenti, ma ancora più affascinante per il neofita curioso è comprare una
lente di ingrandimento particolare, guardare tutti gli amici e parenti che ha a disposizione e, con
fogli da disegno e matite colorate, disegnare, disegnare, colorare, evidenziare particolari e
commentare iridi.
Fare, insomma! Anche questo fa parte, e fin dall’inizio, del lavoro.
Sarà evidente a tutti che, a differenza della riflessologia plantare, sull’iride non si può “lavorare”.
Allora ecco che quella concatenazione di discipline che viene proposta dalla scuola di naturopatia
Mirdad trova la sua ragion d’essere e, dopo aver consultato la persona davanti a noi possiamo, con
gli strumenti nelle nostre mani, proporre un rimedio omeopatico, un fiore di Bach, un macerato
glicerico, un oleolita alchemico, un compito biologico…
L’iridologia è una disciplina, un’esperienza da vivere. L’occhio: un organo così delicato e così
coraggiosamente esposto. L’unico ad essere “fuori”.
Iniziamo allora a comprendere perché quando si fanno discorsi importanti la prima cosa che si dice
è “guardami negli occhi quando ti parlo”.
Guardiamoci negli occhi allora e lasciamo che l ‘iridologia divenga uno strumento per rimetterci in
contatto con noi stessi, comprendere meglio ciò che avviene intorno a noi e reimpossessarci delle
nostre qualità migliori, delle nostre carte da giocare e facciamone la mano vincente della partita
che è la nostra vita.
Dott.ssa Angela Astolfi

 

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