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LE CAUSE DI DISARMONIA

Il concetto di disarmonia, o in termini occidentali “di causa della malattia” è come gli strati della cipolla: tolto uno strato se ne mostra un altro, trovata una causa questa ne nasconde una più profonda.

Trovare l’origine ultima di una disarmonia è praticamente impossibile, perché probabilmente è un tutt’uno con la condizione stessa dell’esistenza. Perciò quando parleremo di causa della malattia, ne parleremo sempre in senso relativo.

La MTC sottolinea l’importanza dell’equilibrio per il mantenimento della salute: equilibrio fra attività e riposo, nell’attività sessuale, nella dieta, nelle emozioni, ecc. Tutti gli eccessi sono potenzialmente cause di disarmonia e quindi di malattia, per cui il troppo lavoro o il troppo riposo, gli eccessi nell’alimentazione e quelli sessuali, l’abbandono eccessivo o il rifiuto delle emozioni, sono tutti elementi causali di disarmonia. È chiaro che l’equilibrio è in funzione di fattori strettamente soggettivi, che possono variare con l’età, il sesso, la costituzione, ecc. In realtà anche se, definiti cause di squilibrio, questi fattori agiscono su uno stato già presente di disequilibrio, facendo un esempio: se la causa del mio torcicollo è stata la penetrazione dell’energia perversa freddo, in realtà quest’energia ha potuto invadere il mio corpo per via di una debolezza interna ad esempio del livello Tae – Yang. Potremmo parlare perciò di un “terreno” su cui un disturbo può attecchire. La MTC distingue tra tre tipi di cause di disarmonia fondamentali:

  • fattori interni, che sono legati alla struttura psichica ed emotiva dell’individuo;
  • fattori esterni, che sono i fattori climatici;
  • fattori misti, che sono la costituzione, il lavoro eccessivo, gli eccessi in generale, i traumi, le epidemie, i parassiti, i veleni.

 

I FATTORI INTERNI

I fattori interni sono per i cinesi fondamentalmente le sette emozioni (Qi Qing). Il numero sette rappresenta la forza che si irradia difficile da controllare.

Le emozioni sono qualcosa di molto potente e difficile da governare e possono esplodere in modo improvviso.

Le sette emozioni o sette sentimenti, sono un emanazione diretta degli aspetti psico-spirituali e quindi legate strettamente agli Shen. Di per sé le emozioni sono parte della vita di una persona, e non sono un fattore di disarmonia. Lo diventano quando sono eccessive per lunghi periodi di tempo, o quando non si è consapevoli della loro esistenza, cosicché divengono represse e causano stasi di energia.

Le emozioni possono essere sia causa di uno squilibrio, ma anche conseguenza di uno squilibrio: per esempio paura e ansia nel lungo periodo creano un deficit di energia del Rene, ma d’altronde un deficit dei Reni dovuto a eccessi sessuali o a troppi parti, o a problemi congeniti può generare uno stato di ansia e di paura.

Le sette emozioni patologiche sono le seguenti:

  • La collera Nu, fa salire il Qi e colpisce il Fegato. Il termine collera raggruppa sfumature emozionali come risentimento, frustrazione, irritazione, indignazione, animosità e amarezza, se permane a lungo colpisce il Fegato generando stasi di Qi di Fegato o stasi di Sangue di Fegato e risalita del Fuoco di Fegato. È facile che la stasi di Qi di Fegato porti alla risalita di Fuoco di Fegato. La collera svuota lo Yin attraverso l’eccesso di Yang. Sarà un energia potente ed espansiva come quella della primavera, a cui il Fegato nei cinque movimenti è legato. I sintomi tipici potranno essere: mal di testa battente, vertigini, acufeni, occhi rossi, lingua rossa, sapore amaro in bocca, contratture muscolari e anche sfoghi violenti a livello fisico. Ma se la collera è fortemente repressa e nascosta potremmo avere sintomi opposti quali depressione cronica, che indicano che l’energia è diretta verso l’interno e non verso l’esterno. La collera trattenuta provoca stasi di Qi, in quanto il Fegato non può più dare slancio alle funzioni vitali, soffrirà nelle sue funzioni di drenaggio e dispersione, il paziente oltre a essere depresso sarà taciturno, sospirerà molto, avrà un “nodo” a livello della gola. La stasi di energia e Sangue causerà turbe del mestruo menorragie ed amenorree. La collera danneggia Rene. Rene e Fegato sono in diretto collegamento avendo un rapporto di Madre e Figlio; la loro energia è in reciproca comunicazione e una collera continua esaurirà l’energia del Rene. Quando il Rene è attaccato si produce un attacco al volere, alla volontà per qui avremo una incapacità di ricordare. Il volere è lo Shen del Rene ed è prima di tutto voler vivere, la perdita della memoria equivale alla perdita della coscienza di sé e della propria storia, e quindi all’incapacità di essere sé stessi nel presente.
  • La gioia Xi, ha in MTC due significati: da un Iato è lo stato armonioso ed equilibrato di uno spirito in pace con sé stesso e con il mondo, dall’altro è lo stato patologico eccessivo inteso come sovreccitazione e ipereccitabilità, che danneggia la delicata armonia del Cuore. La gioia che fa ammalare è una gioia smodata, è un eccesso di piacere considerato negativo dalla filosofia taoista che consigliava moderazione nella dieta, nell’attività sessuale e nelle emozioni. Per la MTC in questo stato lo Shen si disperde, pertanto non vi è più tesaurizzazione. La gioia se violenta è eccitazione, esteriorizzazione, nulla è più conservato all’interno neppure il Qi. Lo Shen non ha più sede, perché tutto compreso il Sangue e il Cuore, dimore dello Shen, si agitano; per cui un eccesso di gioia aggredisce il Cuore. La gioia è correlata al movimento fuoco come il Cuore. Se il fuoco è senza controllo divampa e si diffonde in lontananza; se la gioia è senza controllo lo Yang non viene più controllato, si esteriorizza, si disperde e si esaurisce, lasciando la persona esausta. La gioia provoca un rilasciamento dell’energia. All’agitazione violenta segue uno stato di mancanza di forze, di stanchezza, di abbattimento, di difficoltà a concentrarsi. La nostra società è molto portata ad esaltare gli eccessi di emozioni piacevoli di qualunque natura (che danneggiano il Cuore), e tende a produrre e a reprimere con forza la collera (che danneggia il Fegato). È per questo che è così frequente trovare persone con disturbi di Cuore e di Fegato.
  • Pensieri ossessivi Si, aggrediscono la Milza. “In stato di oppressione e di pena il Qi si chiude e si blocca pertanto vi è più circolazione” Ling Shu. Chiudere e bloccarsi esprime bene il movimento del pensiero ossessivo, della riflessione che dal centro non si muove più verso l’azione, ma resta chiusa in sé stessa in un movimento circolare che non permette la diffusione. “Quando la Milza è in preda all’oppressione e alla pena senza potersene liberare si produce un attacco al proposito (aspetto psichico della Milza), si è turbati fino al più completo disordine” Ling Shu. L’uomo resta disorientato perché non sa a che cosa tendere; non sa più quello che vuole e rimane in uno stato di confusione. Infatti la Milza come centro distributore è punto di riferimento e orienta la persona. Uno dei fattori che favorisce il pensiero ossessivo è l’eccessivo lavoro mentale che tende a privare l’individuo con il suo radicamento con la terra; tutto questo indebolisce la Milza causando perdita di appetito stanchezza e feci molli.
  • Preoccupazione Lu, l’eccesso nuoce alla Milza. Le preoccupazioni portano sempre ad uno stato di oppressione. Questo stato psichico causa un annodamento del Qi e un blocco della sua diffusione. E per questo che la Milza che ha la funzione di diffondere e distribuire ne viene profondamente colpita; il Riscaldatore medio resta bloccato e gli alimenti non vengono più trasformati. La digestione diventa lenta e faticosa, si soffre di cattiva digestione, di gonfiore addominale, debolezza dei quattro arti; le feci possono essere molli e non formate. I pensieri ossessivi e le preoccupazioni ledono il Cuore. La tradizione dice che quando il Cuore è in preda a pensieri e preoccupazioni, si produce un attacco agli Shen; il Cuore in quanto sede degli Shen è sede della Coscienza del soggetto; quando viene meno, questa coscienza, l’uomo è confuso e perde il senso della propria vita. Il Cuore è il maestro delle circolazioni; quando è attaccato il suo fuoco che riscalda e vivifica si smorza e non trasmette più la sua energia agli altri organi. Particolarmente alla Milza, che è figlia del Cuore e, che senza il suo apporto, non è più in grado di trasformare e di nutrire.
  • Tristezza Bei, aggredisce il Polmone. La tristezza è correlata al movimento metallo, all’autunno e al Polmone. Un dispiacere persistente e l’ansietà possono condurre alla stasi e all’ostruzione del Qi del Polmone, e a lungo andare al suo esaurimento; viceversa se il Polmone è indebolito da una malattia non controlla più lo stato emozionale e, tristezza e ansia diventano uno stato d’animo cronico. Così la persona si abbatte diviene esitante, irritabile e depressa, tutti di sintomi che indicano che la vitalità è stata danneggiata. Se l’energia del Polmone si indebolisce tutto il corpo ne resta indebolito, perché la circolazione dell’energia è carente. Infatti il Polmone maestro dell’energia diffonde e ritma la sua propagazione in tutti i meridiani. La tristezza lede il Fegato. Il Fegato oltre che dalla collera può essere attaccato anche dalla tristezza: “quando il Fegato è in preda alla tristezza e all’afflizione, si produce un attacco agli Hun. Una volta che gli Hun sono attaccati si perde la ragione e si dimentica facilmente; si rimane senza vitalità”. La tristezza si oppone alla natura del Fegato, allo slancio gioioso verso la vita. L’impeto verso l’esterno e la distensione vengono meno; ci si rivolge all’interno, ci si ripiega su se stessi, si ha una introiezione della personalità. Il Fegato in questo caso non è più in grado di rinnovare il patrimonio energetico della persona, non rivitalizza, non fortifica, per cui si perde non solo la vitalità psichica ma a lungo andare anche quella fisica.
  • La paura Kong, blocca il Rene, ne impedisce l’espressione conducendo la persona ad uno stato di indecisione e di inibizione nell’azione. “Sotto l’effetto di una paura e di un timore di cui non ci si riesce a liberare, si produce un attacco al Jing”. La paura lede il Rene ricettacolo del Jing che regge le ossa. Paralizza e irrigidisce la mente come lo scheletro. Il Ming Men non custodisce più e le essenze scendono da sole (spermatorrea); è la capacità stessa del Rene di tesaurizzare l’energia vitale ad essere colpita. A causa della paura oltre alla spermatorrea potremmo avere turbe del mestruo nella donna e fenomeni di incontinenza di urine e feci. A causa della paura si è paralizzati, ci si blocca in tutte le decisioni, si ha paura di vivere. Quando la paura ferisce il Rene l’energia tende a scendere, il Jing non riesce più a salire e quindi gli alti organi non vengono più nutriti. Viene meno la comunicazione tra l’acqua e il fuoco originari con sintomi quale agitazione, insonnia, oppressione toracica, gonfiore addominale dovuti alla risalita in contro corrente del fuoco. La paura lede il Fegato. Il Fegato è figlio del Rene, se quest’ultimo è indebolito non riesce più a nutrire e vivificare il Fegato il quale non ha più l’energia necessaria per proiettarsi in avanti per dare propulsione a tutti i processi di trasformazione.
  • Lo spavento Ju, colpisce il Cuore in quanto residenza dello Shen, “sotto l’effetto dello spavento gli spiriti sono colpiti e vi è fuoriuscita senza arresto”. Quando Cuore e Reni non sono più in comunicazione le essenze vengono bloccate in basso e il Qi in alto. Gli Shen del Cuore senza l’ancoraggio delle essenze restano poco stabili; si smarriscono e si agitano e l’uomo è in preda alla confusione totale. Il Cuore regge anche il Sangue, per cui uno spavento fa sì che Energia e Sangue non siano più in armonia con sintomi quali palpitazioni, insonnia, nervosismo e turbe psichiche. Lo spavento agita l’energia per cui il Qi si confonde e si agita. I sintomi determinati da uno stato di shock riguardano la sfera neuro – psichica: turbe mentali e psichiche, agitazione, stato confusionale, insonnia, iperonnirismo.

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