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L’ARTE E LA SCIENZA

L’Alchimia è l’arte e la scienza della trasformazione. E’ una scienza sacra che unisce filosofia e religione, psicologia ed arte, teoria e pratica di laboratorio.

L’Alchimia si rivolge al cuore e alla testa, all’intuito e alla ragione, all’immaginazione e all’intelletto.

LA GRANDE OPERA, “MAGNUM OPUS”, è il compimento del viaggio all’interno della natura, nell’universo e nella mente; è la trasmutazione dell’uomo da vile materia a spirito fine.

Intrapresero questo viaggio, eccelse menti come l’Imperatore cinese Wen, Tommaso d’Aquino, Giordano Bruno, Botticelli, Dante, Gothe, Victor Hugo, Jung, Von Helmont, Boyle, Newton.

L’Alchimia apre le porte delle corrispondenze tra microcosmo e macrocosmo, tra l’individuo e il sistema solare, l’individuo e il pianeta.

Rispecchia i passi dell’integrazione e della realizzazione del Sé.

LA PIETRA FILOSOFALE E’ IL SIMBOLO DELLA COMPLETEZZA DEL “CORPO SOTTILE”, che non è fisico né mentale, ma entrambe le cose.

E’ un viaggio nel cuore del grande e antico mistero del senso della vita, un viaggio del corpo e della mente, dell’anima e dell’intelletto, dell’immaginazione e dello spirito, per giungere ai confini del tempo e dello spazio.

Gli Antichi Maestri non intendevano dominare o conquistare la natura, ma COLLABORARE CON LE FORZE DELLA NATURA AFFINCHE’ NULLA SIA INELUTTABILE.

 Cina, India, Egitto diedero origine alle antiche scuole alchemiche; intorno al 1200 a.c. Lao Tzu riteneva che gli antichi “FIGLI DELLA LUCE RIFLESSA”, al loro arrivo istruirono un gruppo di individui particolarmente dotati in varie arti che avessero compreso il Tao,la Via della Natura.

Gli stessi ANTICHI che ritroviamo contemporaneamente in India: I SIDDHA; e in Egitto i COMPAGNI DI HORUS. Osservavano e contemplavanola Naturacomprendendone le strutture.

La GrandeOperanel Laboratorio dell’Alchimista riflette il lavoro di Madre Natura, e dal momento chela Viadella Natura è ciclica, la giusta scansione temporale è la chiave. Il momento giusto e il ritmo giusto permettono di entrare in un punto del tempo per trascenderlo.

Gli eventi si susseguono l’un l’altro per associazione, non per causa – effetto. Tutto si muove e reagisce per risonanza, dando il proprio contributo secondo il proprio grado. Non si può ottenere nulla senza il giusto destino.

Gli Antichi sostenevano di essere capaci di attingere potere dal cielo. Un flusso di energia era la ricompensa per l’Adepto che poteva danzare il “passo dello sciamano”, longevo come un pino o un cipresso, in grado di viaggiare per il mondo in veste di immortale.

Per divenire Adepti occorre “pulire lo specchio oscuro della mente” e a quel punto la luce inizia a risplendere.

Il Discepolo sa distillare completamente l’oscura anima inferiore, fino a che si trasformi in pura luce, allora sei nel regno dell’ inconsapevolezza e così si forma il bambino, la luce torna all’origine, tutto si quieta ed emerge l’energia unificata della fonte che produce la medicina.

“la mia vita è nelle mie mani” dichiarava Ko Hung, Alchimista vissuto nel IV secolo a.c.

Studiando il retroterra storico dell’Alchimia Cinese, Indiana, Egizia, si rimane colpiti dalla straordinaria connessione che esiste con la visione del mondo dei fisici moderni.. la nozione del Tao ci riporta alla fisica quantistica, dove tutte le cose si orientano secondo un “campo cosmico di forze”. Quando terminiamo il ciclo della vita, ciò che abbiamo fatto continua a vivere per sempre….

Nagarjuna, padre dell’Alchimia indiana, sosteneva che i dharma (elementi dell’esistenza) non sono reali, l’unica realtà è il vuoto stesso, il Nulla ultimo. Rasayana (la via del Mercurio) e Rasavidya ( la scienza del Mercurio), si occupano della perfezione dell’uomo, perché solo il Mercurio è dotato delle proprietà di tutti i metalli.

Di tutte le sostanze conosciute, solo il mercurio possiede la prerogativa di creare l’argento, l’oro, le gemme e di produrre il farmaco per l’immortalità. Se si eseguono precise procedure, esso perde la sua velenosità e si trasforma in nettare.

La Medicina Ayurvedica usa metalli e minerali da tempi remotissimi. I suoi sacerdoti furono tra i primi a capire l’importanza del colore e della fiamma nell’analisi dei metalli, tra i primi a inventare l’acciaio e a descriverne i processi metallurigici.

Piante, pietre e metalli sono vivi, sono differenti momenti dello stesso processo cosmico.
Gli Alchimisti egizi, indiani e cinesi, non separavano la scienza dalla religione  e dalla filosofia.
Toth, dio della saggezza per gli egizi, agisce come la pietra filosofale, la guida del cielo, della terra e dell’oltretomba. Sette parole per dare vita al mondo e a tutte le sue creature.

Il primo vero Mago del terzo millennio a.c. fu il famoso Imothep, un alto sacerdote al servizio del faraone Zoser. E’ considerato l’autore di testi di Medicina e i Greci identificarono Imothep con il loro dio della medicina Asclepio.

Fu Tolomeo dopo il decesso di Alessandro Magno, sebbene di lingua greca, ad adottare usi e costumi egizia, a preservare la cultura, grazie al sacerdozio ereditato dei templi, elaborando la scrittura geroglifica, raccogliendo e trascrivendoi miti e riti dai templi.

Alcuni sacerdoti egizi  impararono a scrivere e leggere in greco. Sotto l’egemonia dei Tolomei, Alessandria (d’Egitto) divenne una delle più grandi città del mondo antico. Da questo focolaio intellettuale e culturale furono scritti molti testi di Alchimia, impregnati di una straordinaria miscela di filosofia greca e scienza sacra egizia.

La biblioteca di Alessandria, bruciata nel 391 d.c., era la più grande del mondo antico, un tesoro unico di saggezza; la sua distruzione ha contribuito a isolare noi occidentali dalle nostre antiche radici e da Illustri Maestri come il filosofo giudaico Filone, il poeta Teocrito, il matematico Euclide, Erastotene che calcolò la lunghezza del meridiano terrestre, Aristarco di Samo che per primo sostenne la teoria della terra che ruota intorno al sole, Claudio Tolomeo che disegnò la prima carta geografica mondiale. Platone e Pitagora stessi furono iniziati all’arte sacra in Egitto.

Empedocle sosteneva che il tutto era costituito da quattro elementi: terra, fuoco, acqua, aria, in seguito Aristotele aggiunse l’etere.

Platone ed Aristotele usarono i termini IDEE o FORME per descrivere la vera conoscenza che sta al di là dell’esperienza sensoriale.

Gli oggetti materiali in natura sono copie imperfette di queste idee, solo la conoscenza di queste idee nel mondo del pensiero, al di là del mondo delle sensazioni, è reale, eterna e divina.  Per gli alchimisti impregnati di scienza sacra ciò era ovvio.

Aristotele con il suo approccio evolutivo sosteneva che le qualità si facevano sempre più perfette: “la natura e Dio tendono ad un fine, ricercando la perfezione”.

Per cui la natura non fa nulla invano, ma aspira alla perfezione che è la causa finale. “ogni cosa lotta per conquistare la perfezione, quest’ultima unione del Tutto nell’uno.”.

Aristotele confermava la natura degli Alchimisti nel ritenere che l’umanità e la natura avessero un “Telos”, uno scopo.

Nelle varie epoche Ermes, padre dell’Alchimia ha dato il suo nome alla saggezza esoterica, nel senso greco del termine “Esoteikos”, interiore. Veniva rappresentato dai greci con sandali alati e un caduceo, un bastone magico intorno al quale si attorcigliano due serpenti, Ermes era considerato il messaggero degli Dei e il protettore dei viaggiatori.

Ermes Alchimista e Saggio, venne chiamato Ermes Trimegisto “ tre volte il grande”. EGLI PRONUNCIO’ LE PAROLE DATE DA RA PER CREARE IL MONDO E DETTE IL NOME A TUTTE LE COSE CHE VI ERANO IN ESSO.

Inventò la scrittura, l’aritmetica, la musica, la scultura, l’astronomia e l’alchimia. Ra lo nominò suo rappresentante e gli dette la luna per bilanciare il proprio sole..

Il più antico riferimento alla sua persona che sia sopravissuto si trova nei testi delle piramidi. Il luogo principale del suo culto fu chiamato dai greci Ermopoli. La sua opera più importante, il libro di Thot, purtroppo è andata perduta, rimangono solo alcuni scritti chiamati Hermetica o Corpus Hermeticum, scritti in greco, dove si fondono elementi neoplatonici, zoroastriani, gnostici ed ebraici e scienza sacra egizia..

L’”Episteme” (scienza) el Gnosis (conoscenza-illuminazione), ragione ed intelletto, l’uno conduce all’altro, ma la completa comprensione è possibile solamente con la mente ed il cuore. Per avere la visione di Dio, occorre capire “con gli occhi del cuore”. Per conoscere Dio devo conoscere me stesso e capire il modo in cui vivo.

Dio crea il mondo per mezzo di una sua emanazione, un demiurgo che, unendo i principi maschile e femminile, è androgino. La mente che è Dio, essendo androgina ed esistente come vita e luce, parlando, dette vita a una seconda mente, un artigiano che, in quanto dio del fuoco e dello spirito, produsse sette governatori (pianeti); essi circondano il mondo sensibile in cerchi ed il loro governo si chiama Fato.

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