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IGNATIA AMARA

IGNATIA AMARA

Omeopatia di terzo livello a cura di Flavio Bianchi

 

Ignatia Amara (l’onore).

“Se il tuo occhio ti scandalizza…cavalo.”

Chi rompe una promessa si disonora. L’ingiustizia ha tre vie : l’intelletto, la dignità, l’onore, cioè Nux Vomica, Staphisagria e Ignatia.

Ignatia ha subito un ingiustizia ed ha perduto l’onore, per non aver saputo rispettare un patto. E’ un idea fissa, costante, sia nei sogni che nella realtà, con un senso di colpa profondo perchè Ignatia non percepisce la giustizia come un dovere sociale, ma come un fatto personale. E’ stata lasciata sola, con tutte le sue limitazioni, di fronte all’obbligo di decidere se mangiare o meno la “Mela”.

Ha tradito soprattutto se stessa e ne vive la punizione non riuscendo a portare a termine qualsiasi cosa, malgrado i suoi sforzi, in modo giusto.

E’ rimasta perplessa, stordita, stupefatta, tanto che non riesce a parlare, considera tutto come perduto.

Questi sono i sintomi della Psora Primaria, perchè non hanno alcun riferimento con l’ambiente.

Vi è una sensibilità iper acuta, ogni più piccola emozione la turba, sopporta la sofferenza, incluso gli affronti, senza lamentarsi, con un forte desiderio di solitudine per aumentare il proprio dolore interiore.

Ha mancato ai suoi obblighi e ai suoi voti, quindi non può salvare la sua anima, non gli rimane che una sofferenza dignitosa in solitudine.

Trattiene le lacrime con una tristezza infinita colma di sospiri.

Ma questa attitudine (psora secondaria) che ha elaborato e che maschera la sofferenza di base diviene ovviamente anche la sua suscettibilità.

La vediamo ammalata per cattive notizie e per ogni frustrazione che la coinvolga. E’ sensibile alle situazioni di amicizia defraudata, per spaventi, per pena, per nostalgia, per onore ferito, per gelosia, per amore sfortunato, per mortificazioni, tutto ciò che le può ricordare il tradimento.

Deve trovare una via d’uscita e la sicosi è una macchina che elabora ed esegue i suoi piani. Come dimenticare ? Con la benevolenza e la soavità (sicosi mascherata). L’onore ferito della suscettibilità psorica, diventa condiscendenza, un attitudine teatrale inventata per ottenere ciò che si desidera, una menzogna sicotica. Si comporta bene per ottenere fiducia, romantica ed artista, raffinata e gentile. La sicosi mascherata non dura a lungo. Per far sentire il nostro valore spesso tendiamo a svalorizzare coloro che riteniamo avversari con la critica e spesso con la calunnia. Ignatia diventa intollerante alla contraddizione. Diventa altezzosa, orgogliosa ed arrogante, maliziosa e vendicatrice. Sorge la lues, con la collera e la furia, desidera mordere per rabbia.

Tic, contrazioni e spasmi si presentano sempre dopo ogni dispiacere, diventa rossa e piange. Mentre in Psora non riusciva e nella sicosi manteneva il segreto, nella lues non può trattenersi. Ignatia è tradita dagli altri, ma lei stessa a sua volta ha tradito. Rimprovera agli altri ciò che lei stessa ha fatto. D’altronde è vero che c’era un patto con Dio, ma Dio poteva intervenire e non lo ha fatto. L’ha lasciata da sola a decidere, obbligata a deliberare attraverso l’intelletto, a capire qual è la giusta via.

Per non vedere (pseudo cecità), per non dire (pseudo mutismo), per non fare (pseudo paralisi), si rende innocuo il corpo, che si ritrova da solo, incapace di portare a termine qualunque cosa. La sproporzione tra la causa e l’effetto è qualcosa che troveremo sempre in Ignatia.

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