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La farmacia omeopatica

Una sorte curiosa ha voluto che la «magnifica» farmacia omeopatica, fondata nel 1862 a Torino da Pietro Arnulfi, rilevata nel 1876 dall’«Instituto Omeopatico», annessa nel 1929 all’ospedale Omeopatico Italiano ed ereditata nel 1985 dal Comune di Torino, fosse riallestita alle soglie del terzo millennio nella nuova sede dell’Archivio Storico della Città.

La storia di questa farmacia è connessa alle alterne fortune incontrate in Italia, e specialmente in Piemonte, dall’omeopatia, l’antica «nuova arte del guarire» fondata sulla «legge dei simili», sperimentata e teorizzata tra Sette e Ottocento dal medico sassone Samuel Hahnemann (Meissen, 1755 – Parigi, 1843).

1) Esistono leggi e principi secondo i quali una malattia o una serie di malattie insorgono in un individuo.

2) Ci sono, poi, leggi e principi che governano la cura delle malattie,ed ogni terapia, non importa quale metodo usi, dovrebbe conoscere ed applicare queste leggi e principi.

3) L’obiettivo principale e finale dell’essere umano e’ la felicità continua ed incondizionata. Ogni sistema terapeutico dovrebbe condurre l’individuo verso tale obiettivo.

CHE COS’E’ LA MEDICINA OMEOPATICA

La medicina omeopatica e’ un sistema di cura che ha come ideale terapeutico quello di restituire la piena salute al paziente, utilizzando specifici medicinali sperimentati sull’uomo sano e scelti,secondo una propria metodologia clinica, sulla base della migliore similitudine presentata tra le suddette sperimentazioni e la totalità dei sintomi del paziente.

L’Omeopatia è la Medicina che tratta dello studio, della diagnosi e della terapia del terreno umano malato, in conformità alla legge di similitudine.

 MEDICINA CONVENZIONALE

  • Esistono le malattie
  • Si cura la malattia
  • Sintomi comuni
  • Malattia: alterazione di una funzione o di un organo
  • Specializzazione
  • Malattia: episodio a sé stante
  • Combattere la malattia
  • Meccanicismo

 MEDICINA OMEOPATICA

  • Esistono le persone malate
  • Si cura il paziente quindi la malattia
  • Sintomi peculiari
  • Malattia: alterazione dell’energia vitale
  • Visione d’insieme
  • Malattia: nella storia del paziente
  • Aiutare l’energia vitale
  • Vitalismo

Il principio di base e’ quello della similitudine, il simile cura il simile: per curare una malattia si usa quella sostanza che provoca sull’uomo sano disturbi simili a quelli da curare. Il principio di similitudine era conosciuto fin dagli albori della medicina occidentale, contrapposto a quello dei contrari secondo il quale, per curare una malattia, si usa una sostanza che va contro i sintomi di quella malattia.

Il principio di similitudine venne poi ripreso da altri medici nel corso della storia della medicina occidentale, primo fra tutti Paracelso, ma fu Samuel Hahnemann che lo verificò sperimentalmente su di sé e lo applicò in modo sistematico, fondando così la medicina omeopatica.

I principi della medicina omeopatica sono esposti da Hahnemann nel suo libro più famoso: Organon dell’arte di guarire.

Il manoscritto originale di Hahnemann si trova ora a Stoccarda nell’archivio di Hahnemann della Fondazione Robert Bosch.

I PRINCIPI DELL’OMEOPATIA

  • LEGGE DI SIMILITUDINE
  • VIS VITALIS o Forza Vitale
  • MIASMI
  • SPERIMENTAZIONE PURA
  • DILUIZIONI E SUCCUSSIONI
  • INDIVIDUALIZZAZIONE DEL MALATO
  • INDIVIDUALIZZAZIONE DEL RIMEDIO
  • DOSE UNICA

1)LEGGE DI SIMILITUDINE

La legge di similitudine è la base fondamentale dell’Omeopatia, è il sostegno sul quale si è costruita tutta una dottrina ed una pratica terapeutica.

La legge di Similitudine è una legge naturale che è sempre esistita. E’ un principio universale che ricopre un ruolo importante per la sua relazione con tutto quello che esiste nell’universo.

La legge di similitudine è “un principio incontrovertibile che dirige tutte le forme e i modi di reazione dell’organismo nel suo processo di adattamento psicofisico con l’ambiente che lo circonda” (Paschero).

La legge di similitudine viene usata in medicina empirica da tempo immemorabile, però fu Ippocrate che evidenziò la sua applicazione in Medicina.

Hahnemann conobbe perfettamente, attraverso i suoi studi, la legge di Similitudine e trovò la maniera di come applicarla metodicamente e sistematicamente alla medicina.

In effetti mediante alcune sostanze che utilizzò in esperimenti in serie sull’essere umano, tanto sulla propria persona, quanto su familiari ed amici, comprovò la sostanza e la sequenza dei risultati.

Queste sostanze perfettamente conosciute da Lui per averle sperimentate, gli permisero per similitudine di somministrarle ai malati con conseguente guarigione.

In tal modo gli fu possibile enunciare la legge di similitudine: similia similibus curantur, con una legge che viene attuata razionalmente in medicina; così, Hahnemann crea un metodo medico basato sulla legge di similitudine al quale dà il nome di Omeopatia.

Il ristabilimento della salute è prodotto dallo stimolo energetico del rimedio omeopatico che è stato provato nella sperimentazione pura su gruppi di persone sane e ha fatto sì che ciascuna di queste reagisse in concordanza alla sua peculiare maniera di reagire, evidenziando una serie di sintomi, che costituiscono la patogenesi, con la quale si può stabilire la comparazione con quelli che sono simili ai sintomi che formano il quadro caratteristico del quadro malato.

Pertanto, la legge di similitudine deve essere analizzata: da un lato, in funzione dello stato energetico miasmatico, ossia dell’energia vitale alterata, e dall’altro dall’energia del rimedio omeopatico.

Dobbiamo conoscere in anticipo quale tipo di alterazione energetica ha il malato e che qualità ha il rimedio. Non abbiamo un mezzo obiettivo perfezionato per misurare direttamente l’energia alterata del paziente, e nemmeno l’energia del rimedio che gli corrisponde per similitudine; però abbiamo mezzi per investigare e determinare le conseguenze dell’energia vitale alterata e questi sono i sintomi soggettivi e obiettivi che ci mostra lo studio del malato.

Pur conosciamo le conseguenze apparse nel terreno umano “sano” in seguito all’azione dei farmaci che gli sono stati somministrati nella sperimentazione pura.

Il soggetto manifesta il suo squilibrio energetico attraverso una sintomatologia che è ottenuta dallo studio del terapeuta. Sintomi che sono caratteristici di questo malato in particolare e che sono la conseguenza dei suoi miasmi.

Lo stimolo energetico del medicamento si conosce quando lo si sperimenta in serie sulle persone sane per evidenziare sintomi che riescono a manifestarsi negli individui sotto sperimentazione, dovuti allo stimolo energetico farmacologico impiegato: la patogenesi.

Conosciamo attraverso lo studio della materia medica omeopatica, le patogenesi dei medicamenti. In conseguenza, la legge di similitudine si applica in medicina omeopatica allo squilibrio energetico che possiede il malato in relazione alla somministrazione del rimedio, che con la sua energia va a stimolare l’energia vitale del malato.

Queste due energie, la miasmatica e quella del rimedio, devono essere similari affinché l’energia alterata del malato – miasma – si corregga.

Questo significa che deve esserci una similitudine dinamica del rimedio e quella miasmatica perché si attui in medicina omeopatica la legge di similitudine.

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