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Omeopatia unicista 8 Leggi e principi universali

II LEGGE

2) VIS VITALIS O Forza Vitale

LA FORZA VITALE VISTA DALLA SCIENZA MODERNA

La forza vitale influenza tutti gli aspetti della vita dell’organismo. Si adatta agli influssi ambientali, anima la vita emotiva dell’individuo, dà vita ai pensieri e alla creatività e dirige l’ispirazione spirituale. La corrente di pensiero vitalistica pensava, infatti, che questa forza vitale unisse gli individui con la più profonda Unità dell’universo.

Chiaramente, la forza vitale comprende un ampio spettro di funzioni ed è proprio quel suo aspetto, che garantisce l’equilibrio nello stato patologico, che chiamiamo meccanismo di difesa. Tale meccanismo è una parte integrante della forza vitale, ma è solo una delle sue molte funzioni; il meccanismo di difesa, che opera su tutti e tre i livelli dell’organismo, può essere visto come uno strumento della forza vitale che agisce nel contesto della malattia.

 

Le acute osservazioni di un grande padre dell’Omeopatia J.T. Kent (diciannovesimo secolo), confermate anche negli ultimi decenni, descrivono la forza vitale nel seguente modo:

“La sostanza semplice (forza vitale) è dotata di intelligenza formativa, cioè opera con intelligenza e regola l’economia dell’intero regno animale, vegetale e minerale… la sostanza semplice fornisce ad ogni cosa il suo particolare tipo di vita, le dà una sua diversità, un’identità per la quale differisce da tutte le altre cose. I cristalli della terra, per esempio hanno il loro modo di associarsi, la loro identità; sono dotati di una sostanza semplice che stabilisce la loro unicità rispetto a qualunque altra cosa nel regno animale e minerale. Ciò è dovuto all’intelligenza formativa della sostanza semplice…

Le piante crescono con una loro propria forma fissa. Così per l’uomo, dai suoi inizi alla fine, c’è un continuo afflusso di questa sostanza semplice. Quindi l’uomo e tutte le altre forme di vita sono soggetti alla legge di questo afflusso…….

Questa sostanza è soggetta a cambiamenti: in altre parole può fluire con ordine o disordine, può essere malata o normale..

Pervade l’intera sostanza materiale senza disturbarla o prenderne il posto…

Domina e controlla il corpo che occupa…con essa tutte le funzioni sono mantenute in ordine e così pure il perpetuarsi delle forme e proporzioni di ogni animale, pianta o minerale. Tutte le possibili funzioni sono dovute alla sostanza semplice e attraverso essa l’intero universo è mantenuto in ordine. Non soltanto opera in ogni sostanza materiale, ma è la causa della cooperazione di tutte le cose… la sostanza semplice può esistere come semplice, composta o complessa…

Considerando la sostanza semplice non possiamo parlare in termini di tempo, o di spazio, poichè non siamo nel regno delle scienze matematiche, e delle ristrette misure di tempo e di spazio, ma siamo nel regno della sostanza semplice. E’ limitativo pensare allo spazio e al tempo. Non si può parlare di quantità della sostanza semplice, ma solo di qualità con vari gradi di sfumature.

La sostanza semplice possiede inoltre adattabilità… E’ fuori discussione che l’individuo si adatti al suo ambiente… il corpo morto non può farlo. Se siamo degli attenti osservatori vediamo che la sostanza semplice si adatta sempre a ciò che la circonda.. e così il corpo umano viene mantenuto in stato di ordine, nel freddo e nel caldo, nel secco e nell’umido, e in tutte le circostanze.

Vediamo inoltre che, questa sostanza vitale, se conserva lo stato naturale, è costruttiva, mantiene nel corpo la possibilità di costruirsi e ricostruirsi continuamente. Ma quando è vero l’opposto, cioè quando la forza vitale, per una qualsiasi causa, si allontana dal corpo, vediamo che le forze, in esso contenute, tornate libere, sono distruttive”.

 

Kent espresse queste parole vent’anni prima della formulazione della teoria di Einstein, rappresentando un incredibile trionfo della deduzione e dell’intuito. Senza dubbio non fu mai scritta una descrizione più completa e concisa delle qualità elementari della forza vitale.

Riassumendo si può chiarire con sicurezza che c’è una forza vitale che anima tutti i livelli dell’organismo umano, della quale un aspetto è il meccanismo difensivo e che questa forza vitale ha in sé tutte le qualità che sono state scoperte dalla moderna ricerca nei campi della biologia elettrodinamica.

 

I meccanismi fisiologici e chimici sono semplici strumenti della forza vitale ed agiscono sul piano fisico dell’organismo.

Newton elaborò una teoria della luce, secondo la quale distingueva una luce fenomenica ed una virtuale, che interviene nei meccanismi del vivente ed è portatrice dello spirito.

Mesmer e dopo di lui Galvani pensavano che nel corpo umano ci fosse dell’elettricità, e quindi della luce, la considerarono come la forza della vita.

Innumerevoli esperimenti hanno dimostrato che i campi elettrici sono implicati nelle funzioni di base che controllano la crescita, la morfogenesi, il mantenimento e la riparazione delle cellule viventi.

Solo i campi elettromagnetici o elettrodinamici possono agire per dirigere le continue trasformazioni sia chimico-metaboliche, sia molecolari nel sistema di campi che, di fatto, sembrano assicurare lo sviluppo della struttura ancora prima di qualunque reazione chimica conosciuta.

Le emanazioni elettriche attorno al corpo umano cambiano a seconda dello stato di salute, dell’umore, del carattere.

La distanza alla quale questo campo può essere misurato dipende dalla quantità di tensione generata. Sono stati misurati campi di forza umana anche a distanza di quattro metri.

CAMPI ELETTRICI: sono creati da corpi con una carica e i loro effetti possono essere percepiti solo da corpi con una carica.

CAMPI MAGNETICI: sono prodotti da cariche in movimento.

 

L’Omeopatia si fonda su una visione dell’uomo totale, che nella storia della Medicina ha l’equivalente soltanto nel concetto di uomo come corpo energetico della Medicina Tradizionale Cinese.

Per Hahnemann, la malattia è l’espressione dello squilibrio o del disordine di quella struttura dell’individuo che egli chiama Forza Vitale, o Energia Vitale o Dynamis.

Paragrafo 11 dell’Organon: quando uno si ammala, questa energia vitale, immateriale, attiva per se stessa e presente ovunque nel corpo, è la sola, dall’inizio della malattia, a risentire l’influenza dell’agente morboso ostile alla vita (…). Solo il principio vitale, dopo essere stato così disarmonizzato, può procurare all’organismo le spiacevoli sensazioni che prova e spingerlo a compiere quelle azioni insolite che chiamiamo malattie.

Per l’omeopata dunque, i sintomi non sono la malattia ma, al contrario, l’espressione del meccanismo di difesa dell’organismo nella lotta contro la malattia.

Ogni terapia che si propone di sopprimere i sintomi, quindi le difese dell’organismo, è una terapia che mette in pericolo l’economia dell’organismo stesso, amplificando così il processo morboso (traslatio morbis). La localizzazione morbosa è un segno della malattia, non la malattia, quindi non va soppressa ma curata.

 

Ogni sostanza sia animata che inanimata ha un campo elettromagnetico.

Ogni sostanza somministrata ha la potenzialità di interessare l’organismo in due modi:

  • ·con una azione chimica diretta (es. cibo, vitamine, farmaci, tabacco, caffè…)

Le sostanze ad azione chimica diretta possono essere a loro volta:

  • ·Biologicamente inerti (es. cellulosa, platino, oro, crusca, solfato di bario…) perché chimicamente ed energeticamente considerate “chiuse” all’interazione con il corpo umano; hanno solo una azione meccanica e sono elettromagneticamente deboli per l’organismo.
  • ·Biologicamente attive, perché le energie chimiche o di altro tipo in esse contenute, sono “aperte” all’interazione con il corpo, ovvero esiste un’affinità chimica fra la sostanza e l’organismo.
  • ·Ad effetto tossico, come i veleni. Potenzialmente le sostanze tossiche potrebbero procurare effetti su chiunque le prenda, ma il grado di sensibilità di una dose varia a seconda dell’individuo; infatti chi ha un forte grado di sensibilità o di affinità può reagire così violentemente da morirne, mentre un’altra persona meno sensibile a quella sostanza può avere solo una debole reazione. In pratica, la reazione specifica dell’organismo dipende dal grado di suscettibilità, o di affinità per la sostanza.
  • ·Ad effetto benefico, come il cibo. E’ possibile che ci sia guarigione con un agente biologicamente attivo, anche se allo stato grezzo, se l’affinità o la risonanza della persona si accorda sufficientemente con la vibrazione della sostanza. In altre parole, se l’affinità è abbastanza stretta, può essere terapeutica anche una sostanza biologicamente attiva in forma grezza, sebbene in genere l’effetto duri solo poco tempo. Per avere guarigioni durevoli, è necessario aumentare l’intensità del campo elettromagnetico della sostanza, ovvero occorre poter “toccare” il piano dinamico del paziente ed interessare il meccanismo di difesa. Ciò avviene con la dinamizzazione, data da succussione e diluizione. Né l’una né l’altra da sole sarebbero efficaci.
  • ·con azione sul campo elettromagnetico. In questo caso le frequenze della sostanza e dell’organismo sono così vicine da risuonare.

L’organismo umano funziona per via di questa forza vitale che coordina i tre livelli; è una energia cosmica, è neutrale, né buona, né cattiva, attraversa il nostro organismo ed assume una consistenza particolare che allora può essere o positiva o negativa, creando quindi o blocchi o un armonico fluire. Tale energia può vivere anche senza l’essere fisico.

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