05 Marzo 2020 – Tempo di lettura: 10 minuti

di Flavio Bianchi –  Medico Omeopata, Docente Mirdad

Corso di Omeopatia di terzo livello

Sta per partire il il corso approfondimento sulla dottrina omeopatica, dove il Terzo Livello è il punto limite in cui la pura patogenesi medicamentosa si trasforma nella descrizione di un’esistenza piena di significato. Una modalità particolare di “essere al mondo”, questo è ciò che definisce ogni rimedio omeopatico. Il contributo del terzo livello supera definitivamente la visione riduttivamente organicista che spesso accompagna l’accademico.

L’esistenza dell’uomo

L’analisi esistenziale dell’uomo, in quanto essere di volontà e responsabilità, richiama alla mente ciò che da sempre maestri come Candegabe, Vithoulkas, Masi e Herscu vanno ripetendo: scoprire “il genio del rimedio”, “il tema di fondo”, “il simillimum profondo” ecc.

Abbiamo informazioni che noi codifichiamo relativamente al nostro vissuto e al rapporto con l’ambiente, ma anche qualcosa che arriva da molto lontano, al di là del tempo e dello spazio.

È nata con il primo uomo che ha sperimentato un sistema cognitivo e appartiene a tutti gli uomini pur nella loro assoluta unicità.

In questa memoria è racchiusa forse la risposta alle nostre domande di sempre?

Sicuramente la coscienza ci ha posto di fronte alla paura della morte e alla paura dell’abbandono. È il dramma fondamentale che l’umanità affronta ogni giorno, morire ed essere soli e abbandonati nell’universo.

Questi due grandi temi, per ragioni ovvie di sopravvivenza ci portano a tentare una Giustificazione. In ogni uomo sul pianeta, da sempre, la sensazione di Perdita, di Nostalgia per qualcosa che si è perso, è avvertito come una Punizione, quasi vi fosse stato un errore ancestrale, irreparabile, che ha determinato il nostro destino.

La chiesa cristiana, lo chiama Peccato Originale, ovvero la perdita dell’immortalità e della scienza infusa che l’uomo aveva nell’Eden. Come dire che l’uomo apparteneva all’assoluto, ma qualcosa è accaduto, un grave accadimento che ha determinato un cambiamento, una trasfigurazione dell’intero nostro mondo, un’aberrazione che la razza umana si è lasciata indietro e di cui conserva un ricordo debole e confuso.

Il dolore, di cui la carne è erede, non ci ha più abbandonato.

Nella malattia paura e morte si riaffacciano prepotentemente, bisogni e desideri tendono a spegnersi perché l’angoscia esistenziale prende il sopravvento, ma spesso non sappiamo ascoltare, non vogliamo, eppure la malattia è contraria alla libertà.

Eppure, la materia contiene le stesse informazioni dell’universo, sono solo prigioniere di una forma.

Ogni sostanza presente sul pianeta, sia essa una pianta o un minerale, o un programma biologico, contiene queste informazioni. Dobbiamo solo estrarne la voce, decodificare il suo linguaggio e trasmettere quest’informazione al sistema uomo per liberarlo.

La liberazione dell’uomo

Liberarlo da cosa? Dalle false percezioni della realtà che la sua mente ha costruito tramite l’immaginativa. La malattia propria dell’uomo è la sua individualità, dobbiamo trovare la sua particella gemella, quella che in omeopatia chiamiamo Simillimum.

Si tratta della deformazione del ricordo personale in rapporto alla propria storia della caduta nella materia. Il simillimum è il “conosci te stesso”. La nostra vita è un’invenzione elaborata dalla nostra immaginazione.

Tutta la problematica umana vive in una realtà deformata che si è scatenata con la caduta nella materia. Vi sono immagini, nei nostri sogni e nella nostra mente, nei nostri atteggiamenti e nel nostro inconscio, dietro l’affettività e l’istintività, che si riferiscono al ricordo che dopo la caduta è arrivata una perdita.

In ogni sostanza è presente questa voce che parla tramite lo sperimentatore e noi l’abbiamo chiamata Psora, scanalatura, dall’ebraico Isorat, il cui curioso anagramma è Storia, come diceva nel 1984 Nicola del Giudice.

Abbiamo chiamato Miasmi le tre attitudini che precedono ogni manifestazione clinica (Psora, Lues, Sicosi). Ma la malattia è una sola, la Psoria primaria, il primum movens

Nel pensiero di Aristotele il motore immobile o primo motore (in greco: πρῶτον κινοῦν ἀκίνητον; in latino: primum movens) è un concetto che rappresenta la causa prima del divenire dell’Universo.

Nella sperimentazione d’ogni sostanza sull’uomo sano, ovvero nella Materia medica pura, il primum movens è presente insieme a tutta la sintomatologia del paziente. Dobbiamo comprenderne la dinamica, se vogliamo fare una prescrizione Simillimum, ovvero diminuire l’ascolto alla clinica che sarà solo di conferma, e più attenzione umanistica, meno organicismo e più dinamica umana.

Curare l’uomo e non la malattia è il cardine dell’omeopatia vera.

Significa ricercare nei sintomi la maniera particolare di un soggetto di esprimere il suo dramma ancestrale, prima della caduta, in quell’evento di cristallizzazione nella materia di un’energia libera da forme che cercherà per tutta la vita un senso a se stessa.

Nella materia medica di tutti i rimedi, anche i più piccoli, è presente il nucleo dell’ ingiustizia, della giustificazione, della punizione e della perdita. È su questo che dobbiamo lavorare per cercare la vera guarigione perché:

“…Se finalmente conosce gli ostacoli alla guarigione in ogni caso e sa rimuoverli, affinché la guarigione sia definitiva, allora egli opera utilmente e radicalmente ed è un vero terapeuta.”
C.F. SAMUEL HAHNEMANN

 

Link relazionati:

Primum Movens.

https://it.wikipedia.org/wiki/Motore_immobile

Immagine:

Immagine di Free-Photos tramite Pixabay

Il percorso formativo

Corso di approfondimento con rilascio di attestato di frequenza.

CORSO OMEOPATIA DI TERZO LIVELLO

Corso di approfondimento nella materia omeopatica con Nuova dottrina legata agli studiosi che hanno approfondito non solo la sperimentazione ma il discorso antropologico dell’uomo.

Lezione sulla dottrina via Skype con l’insegnante, studio materia medica online.

CORSI E PERCORSI

Ai corsi che hanno fatto la storia dell’Accademia si aggiungono nuovi percorsi e nuovi mezzi di apprendimento.



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